Tematiche

 

L’impatto sulla qualità dell’acqua

Il prelievo di campioni di acqua durante i periodi di maggior rischio anche in zone al di fuori delle aree oggetto di monitoraggio permetterà di capire la reale riduzione degli input chimici. Sia i dati sui suoli che sulle acque verranno confrontati anche con quelli storici della regione per quantificare la reale riduzione dei nitrati e dei fitofarmaci nelle acque della regione.

 

La Canapa

L'inserimento della canapa nel ciclo colturale dell'azienda potrebbe portare a numerosi vantaggi non solo ambientali, ma anche economici. Dal punto di vista ambientale i vantaggi della canapa sono ormai dimostrati. La canapa infatti richiede il 66% ed il 46% in meno di N/ha rispettivamente rispetto a mais e grano, risulta essere una pianta rinettante (Ranalli& Venturi, 2004) che riduce la presenza delle erbe infestanti anche nella coltura successiva (Amaducci et al., 2015). Inoltre, la totale assenza di trattamenti sia fungicidi che insetticidi la rendono una coltura ideale per l'agricoltura biologica (Barron et al., 2003). Dal punto di vista economico potrebbe rappresentare una valida alternativa alle tradizionali colture primaverili-estive, sia perché il mercato del seme e dei suoi derivati (olio e panello) è in continua crescita, sia perché sulla base delle ultime proiezioni di crescita demografica la domanda di fibra naturale salirà dalle attuali 50 Mt a 130 Mt nel 2050 (Bacci et al., 2007).

 

La Piralide

 

La Meccanizzazione (A. Zatta)

La canapa in Emilia Romagna, come nel resto d’Italia, presenta in media coltivazioni di piccoli appezzamenti (1 a 5 ettari) rendendo la sua distribuzione molto frammentata e diffusa a macchia di leopardo in tutte le provincie della regione ed è quindi difficile riuscire a riassumere la realtà regionale.
L’Emilia Romagna vanta in ogni caso due realtà imprenditoriali leader del mercato sia nei materiali compressi (CMG Green Tech) che nella bioedilia (Calce Canapa).
Numerose sono anche le aziende che si stanno cimentando nella coltivazione per la produzione di semi, olio ed infiorescenze.
Le filiere della canapa sono principalmente 4: tessile, tecnica, da seme e per infiorescenze.
Per ognuna di queste filiere sono stati sviluppati macchinari specifici che non sempre si sono dimostrati efficienti.
Filiere della fibra tecnica in Italia

 

La filiera del tessile necessita di macchinari che siamo in grado di tagliare gli steli e di riporli parallelamente a terra per evitare che le bacchette si intreccino compromettendo tutte le fasi di lavorazione successive ( es pettinatura).
Di seguito due recenti prototipi sviluppati in Italia.

Prototipo Kranemann - Fibranova – Sfir.

Prototipo Spapperi, sviluppato all’interno del progetto Canapone (Regione Toscana)

 

La filiera della fibra tecnica necessita invece di macchinari più semplici, costituiti da barre falcianti posizionate a diverse altezze che riducano le bacchette lunghe fino a 3 metri in porzioni più piccole per poter procedere all’operazione di raccolta senza incorrere in intasamenti dei macchinari.
Di seguito alcuni macchinari in commercio.

Tebeco (Repubblica Ceca)

Kranemann (Germania)

 

La maggior parte delle macchine in commercio sono di grosse dimensioni e poco si adattano al panorama agricolo italiano ed Emiliano Romagnolo caratterizzato da piccoli appezzamenti (1-5 ettari). All’interno del progetto Macarena è stato quindi sviluppato il prototipo Billeter, nato dalla collaborazione fra azienda Agraria Università di Bologna, DCM Italia srl e con il contributo del dr. agronomo Alessandro Zatta, che ha come obiettivo facilitare il taglio e raccolta di appezzamenti di piccole dimensioni con caratteristiche innovative quali:

Prototipo Billter in occasione della giornata del 4 Settembre 2018

 

Di seguito il link pubblicato da “Terra è Vita” in occasione della giornata dimostrativa del 4 settembre 2018:
https://www.youtube.com/watch?v=02mDnlray_w e di seguito il link al video fatto per EIMA 2018: https://www.youtube.com/watch?v=4a3KlFTTDj4

 

La filiera del seme.
Per la raccolta del seme si possono utilizzare normali mietitrebbie facendo attenzione a ridurre la velocità dei battitori, aumentare la ventilazione ed utilizzare lame falcianti nuove ed efficienti onde evitare che la fibra si vada ad arrotolare intorno agli organi rotatitivi causando seri problemi ai macchinari.
In commercio si trovano anche testate di mietitrebbie modificate.

Trebbiatura con New Holland

Trebbiatura con New Holland

 

Un interessante macchinario per raccolgiere le inforescenze è stato sviluppato da un altro imprenditore Emiliano, Valerio Zucchini.