Progetto

MACARENA Mais CAnapa, frumenti e ortive per la riduzione degli Input Esterni e dei Nitrati nelle Acque utilizza la canapa come coltura trappola per la piralide (O. nubilalis, Hbn.) per ridurre il danno del fitofago, sia su mais, che su peperone. In questo modo permette una riduzione dell’apporto di mezzi tecnici e influisce positivamente sulla qualità delle acque.

 

Attività

Pianificazione aziendale - Definizione dei piani colturali
Procedure - Selezione degli indicatori e delle procedure di monitoraggio
Pilota - Esecuzione e monitoraggio del Piano pilota presso le aziende agricole e valutazione dell’impatto del piano
Prototipi - Messa a punto di due prototipi per la raccolta della coltura trappola
Divulgazione
Formazione

 

Obiettivi

Controllo delle avversità con metodi a basso impatto

Riduzione dei rilasci di sostanze inquinanti e miglioramento della qualità delle acque e del Suolo.

Misurare gli effetti della riduzione degli inquinanti sulle acque; riduzione nitrati a livello di campo confrontare gli effetti su campi di mais gestiti in regime biologico e convenzionale.

 

Verifica e adattamento dei sistemi colturali agricoli ai cambiamenti climatici

Sviluppare strumenti per rendere possibile la coltivazione della canapa, in rotazione. Nel recentissimo passato, l’agricoltore che abbia osato reintrodurre questa coltura ha affrontato i limiti di una meccanizzazione impreparata: grazie al contributo della Regione, due prototipi per lo sfalcio della Canapa saranno messi a punto dall’azienda Cenacchi e dall’azienda agraria di UNIBO. Gli sviluppi che MACARENA si propone riguardano la diffusione dell’uso della canapa non solo come coltura a sostegno di produzioni ad alto reddito, grazie alle sue caratteristiche di basso impatto ambientale, ma anche come coltura sostenibile dal punto di vista economico.

 

Risultati attesi

Ridotto apporto di inquinanti nelle acque attraverso la canapa Gli sviluppi che MACARENA si propone riguardano un ridotto apporto di mezzi chimici nel campo e nelle acque attraverso mezzi agronomici e scelte colturali che favoriscano la lotta biologica. Inoltre si propone di considerare la canapa non solo come coltura trap crop e in rotazione, a sostegno di altre produzioni (orticole o maidicole ad alto reddito), ma anche come coltura sostenibile dal punto di vista economico.

 

Utilizzo della canapa come coltura trappola della piralide

Il fitofago O. nubilalis (Hubner), comunemente conosciuto come piralide, ha sempre prediletto la canapa per cui si testano gli attacchi di piralide su mais e su peperone fornendo al fatofago l’alternativa della canapa. Lo scopo ultimo è quello di ridurre l'uso di fitofarmaci e favorire la coltivazione del mais e del peperone, a basso impatto, sia in regime biologico, che convenzionale. Riduzione dell'uso di concimazioni azotate e di fitofarmaci L'inserimento della canapa e dei grani antichi all'interno delle rotazioni aziendali per minor rilascio di nitrati nelle acque sotterranee, ed minore utilizzo di fitofarmaci. Rispetto allo stato dell’arte, nel regime biologico, il risparmio atteso sull’intero ciclo di rotazioni è di circa il 20% a conclusione della rotazione, includendo canapa e frumenti antichi nel piano colturale.

 

Sviluppo di un prototipo
Messa a punto di due prototipi per la raccolta della coltura trappola come soluzione di criticità limitante 1. Miglioramento delle performance lavorative del prototipo di falcia-segmentatrice sviluppato all'interno del progetto Interregionale "No Food" per facilitare le operazioni di raccolta e post raccolta della coltura trappola. 2. Sviluppo di un nuovo prototipo per la raccolta della parte apicale della pianta per la raccolta delle infiorescenze.